Si è conclusa da poco la Fiera di San Martino e numerose persone hanno notato che nel capannone della Gioventù Rurale del Mendrisiotto (GRM) il tradizionale camino era spento. Questo fuoco una volta veniva utilizzato per riscaldare, per preparare il caffè, le castagne e il maialino. Era un elemento importante che ha aiutato a creare quell’atmosfera speciale che ha sempre caratterizzato la GRM per oltre 35 anni. Ma facciamo un passo indietro… da quanti anni esiste la fiera di San Martino? Da un incarto conservato nell’archivio parrocchiale di Mendrisio si deduce che questa manifestazione deve aver avuto luogo per la prima volta verso la fine del XVII secolo e più precisamente nel 1684 quando alcuni landfogti riunitisi a Lugano concessero alla comunità di Mendrisio il “privilegio” di poter organizzare una fiera sui prati situati a nord del Magnifico Borgo. Agli albori la fiera era caratterizzata da due eventi principali: il commercio di bestiame e il rinnovo dei contratti di affitto dei terreni che i contadini lavoravano. Negli ultimi cinquant’anni la componente agricola è via via diminuita lasciando sempre più spazio alle bancarelle che offrono un’ampia gamma di prodotti locali, senza contare gli oggetti decorativi, i giocattoli e via dicendo. Alcuni spazi sono dedicati all’esposizione di numerosi veicoli e attrezzature agricole, altri invece allo svago e al divertimento. Negli ultimi anni, grazie all’intervento della Gioventù Rurale del Mendrisiotto in collaborazione con altre associazioni, si sono potute organizzare anche delle attività ricreative dedicate in particolar modo alle scolaresche. Da qualche tempo però la situazione è cambiata parecchio e come scriveva il Giornale del Popolo nel novembre 2013 gli spazi a disposizione della fiera vanno sempre più restringendosi e, con l’arrivo del nuovo svincolo, questo processo non potrà far altro che proseguire. Un’ulteriore complicazione venutasi a creare negli ultimi tempi è stata l’applicazione delle norme anti incendio emanate dal Cantone. Tornando al camino del capannone della GRM tutti sappiamo che non ha mai causato problemi e incidenti, tuttavia queste nuove norme impongono agli organizzatori di lasciarlo spento. Stiamo lasciando la semplicità e il buon senso per entrare in un mondo di regole restrittive, forse un po’ esagerate? Per quanto ancora potrà esistere la Fiera di San Martino, che è entrata a far parte dell’UNESCO alcuni anni fa, così come la conosciamo oggi?

Facendo uso delle facoltà concessaci dalla LOC e dal Regolamento comunale, con la presente mi permetto quindi chiedere al Lodevole Municipio:

  1. Come scritto sopra nei prossimi anni ci saranno sviluppi importanti, il Municipio o il dicastero competente ha già trovato una soluzione per gli spazi della Fiera di San Martino? Ha già coinvolto i principali attori per trovare una soluzione ideale per il futuro?
  2. In questi ultimi mesi è sorto il problema sulle norme anti incendio, si sta cercando di trovare una soluzione? Alle varie associazioni, che mantengono viva la fiera, vengono inviate con largo anticipo le nuove direttive in modo da potersi organizzare?
  3. Dall’anno scorso si è voluto creare il gruppo di lavoro “San Martino”, ci si ritrova regolarmente per l’organizzazione della fiera? Se sì, quante volte si è riunito per organizzare la Fiera di quest’anno?
  4. La Fiera di San Martino fa parte dell’UNESCO ed è quindi una manifestazione importante e da preservare. Il Dicastero si impegnerà a cercare di mantenere questa tradizione intatta? Per il Partito Popolare Democratico e Generazione Giovani:

Davide Rossi

Sanzio Guidali